Sara's profile"Quando credi di aver ca...PhotosBlogListsMore ![]() | Help |
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April 24 UDITE UDITE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Fate più sesso. E' il consiglio di una nota rivista statunitense che ha pubblicato un divertente studio sul rapporto tra performance amatoria e perdita di calorie. ... April 23 Puntuale come un orologio svizzero
Come gli adesivi che si staccano
VELENO (Subsonica)
Rimango in attesaNell'aria si sente.
Potrei far finta di nulla
eppure non ci riesco.
Sta per tornare,
non mi sono mai sbagliata
e non credo che stavolta
faccia un'eccezione.
Tanto sono pronta,
sono rimasta all'erta.
April 19 Odi et Amo ( chi mi conosce LO SA )
Amo agire senza pensare Amo il fregarsene delle conseguenze Amo fare le cose solo perché ne ho voglia
Odio i sensi unici Odio il mio avere l’impressione che tutto sia inutile Odio arrivare ad annoiarmi e darci un taglio
Amo le sorprese che non costano un euro Amo i cervelli che lavorano per farle Amo apprezzare la fatica per farle
Odio l’abitudine Odio le cose fatte solo per dovere Odio non vederci dentro il cuore
Amo io stessa sorprendere Amo strappare un sorriso sincero Amo chi cerca di nascondere gli occhi lucidi
Odio perder interesse Odio ricredermi Odio l’oblio che poi naturalmente ne consegue
Amo la follia dell’inizio Amo il brivido dell’incertezza Amo provare certe sensazioni a prescindere
Odio chi si arrende in partenza Odio chi adduce scuse senza senso per questo Odio chi comunque si sente sempre giustificato
Amo le storie d’amore incasinate Amo lottare Amo scoprire di avere di fronte un degno avversario
Odio fare tutto io Odio lottare per due Odio amare per due
Amo le sfide Amo gli imprevisti Amo sbrogliare i nodi complicati
Odio quando fila tutto liscio Odio le situazioni di stallo Odio scoprire ogni volta che c’è sotto la fregatura
Amo portare le persone a sottovalutarmi Amo fargli così abbassare la guardia Amo infine colpire perché non se lo aspettano
Odio essere data per scontata Odio chi crede di aver capito tutto Odio dover dimostrare che non è così
April 05 UNA STORIA
Finalmente la primavera sembrava arrivata: niente più nuvole grigie all’orizzonte, solo un tenue sole ma quanto bastava a sentirsi scaldare. Anna decise che era il caso di festeggiare, prese il cellulare dalla borsa, lo accese e premette due volte il tasto verde. Oramai quel numero per lei era diventato la felice routine dell’ultima chiamata alla sera, quella sotto le coperte quando manca solo di chiudere gli occhi e abbandonarsi nelle braccia di Morfeo. Come al solito le dita scorsero fulminee mentre scriveva il messaggio: “Buongiorno…un bacio. Oggi giornata fantastica, vero? Che ne dici di festeggiare tu ed io accoccolati sul prato di villa Borghese? Aspetto che ti svegli…e intanto ti mando un altro bacio”. Lasciò il telefono sul letto ancora disfatto, aprì la finestra e scese in cucina a prepararsi la colazione: caffèlatte tiepido, brioches rigorosamente al cioccolato e yogurt, il tutto sdraiata sul divano davanti alla tv. Quindici minuti sacri ed intoccabili dopo i quali risalì in camera. Si era già svegliato? Aveva già risposto? l’aveva sognata? In quei pochi secondi in cui saliva le scale riuscì, come sempre, a farsi mille domande e ad avere altrettanti pensieri. Più di tutto si stupiva di come la sua vita fosse migliorata in così poco tempo grazie al Suo arrivo. “Buongiorno anche a te…un bacio. Non vedo l’ora di poterti riempire di carezze…passo a prenderti tra un’ora. A dopo…” Si era svegliato… Cominciò a prepararsi e optò per un paio di comodi jeans, un maglione a righe bianche e rosa e scarpe da ginnastica. Alla fine era incredibilmente riuscita a prepararsi in meno di tre quarti d’ora! Tempo cinque minuti e il citofono suonò. Decisero di lasciare la macchina alla fermata dell’autobus e arrivarono a destinazione in poco più di mezzora. Il parco sembrava essersi svegliato nuovamente: bambini che correvano in ogni direzione, madri che li inseguivano e nel frattempo chiacchieravano tra loro, anziani seduti su di una panchina all’ombra di un albero, padroni che passeggiavano seguiti dai loro cani e ragazzi che si facevano scherzi tra di loro. Trovarono un angolo libero, stesero il plaid che fortunatamente Lui aveva avuto l’dea di portare e si sdraiarono. Passarono due ore a scambiarsi tenerezze e a sussurrarsi ogni tipo di romanticheria finché Anna non riuscì addirittura ad addormentarsi tra le Sue braccia. All’improvviso dal cielo si levò l’urlo di un tuono e Anna si svegliò di soprassalto. Aprì gli occhi e quello che vide non le piacque. Le tapparelle della finestra erano ancora abbassate e da fuori proveniva l’assordante rumore della pioggia che cadeva incessantemente e allo stesso ritmo da tre giorni. Si era svegliata come al solito nel cuore della notte ma soprattutto aveva fatto nuovamente uno dei suoi stupidi ed inutili sogni. Le ci vollero pochi secondi a tornare con i piedi per terra e a ricordare che nella sua vita non c’era nessun Lui. Nemmeno se lo ricordava da quanto tempo. Troppo presumibilmente, visto che alla fine aveva deciso, come diceva lei, di “cambiare registro” e diventare una lady-ice. A quanto pare però il suo inconscio non era d’accordo e non mancava ogni notte di far valere le sue ragioni. Peccato che Anna non fosse più disposta ad ascoltarle. Si girò sul fianco destro e si riaddormentò.
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